In paradiso: Gewürztraminer – Elena Walch

In paradiso: Gewürztraminer – Elena Walch

In paradiso: Gewürztraminer – Elena Walch

Questo gewürztraminer è un incontro inatteso con una persona che non ti aspetti: scioglie le gambe e fa battere il cuore. Colore: giallo brillante con i riflessi dell’oro.  Incanta solo a guardarlo. Ha un colore più ricco rispetto ad altri vini bianchi per il particolare colore dell’uva da cui deriva, che è praticamente rosa e trasferisce al succo una nota di colore più intensa. Profumo: eccitante 1.000 note invadono i sensi contemporaneamente e la mente, come stordita, gode profondamente di questa bufera di gioia, di vento e di luce. L’uva Traminer (è un traminer gewürz, cioè speziato) nasconde il profumo di passion fruit, di

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Valpolicella – Zymè

Valpolicella – Zymè

  Guarda il video della nostra recensione. Dire Valpolicella è un po’ come dire ‘gelato al fiordilatte’: il gusto più semplice e meno elaborato di tutti: la base. E come ogni base, è sia il punto di partenza di un cammino sia il porto sicuro dove rifugiarsi dopo lunghi viaggi: potrebbe essere il primo vino da cui cominciare una cena o un percorso di degustazione oppure il sapore noto e familiare a cui tornare ogni tanto per ricaricare le pile. Si ottiene con il metodo di vinificazione più semplice: uve mature raccolte a mano, pigiate e lasciate macerare e poi a

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Lugana doc – I frati

Lugana doc – I frati

Il Lugana Doc è un vino bianco, fermo, che deriva solo da uve di vitigno Trebbiano (Turbiana, nella lingua locale) cresciute e raccolte nella zona di Lugana, sul lago di Garda. Guarda il video Il succo degli acini spremuti con tutta la loro buccia viene vinificato in bianco, ovvero viene filtrato e lasciato fermentare in botti di acciaio: i lieviti naturalmente presenti nella frutta e i saccaromiceti che vengono aggiunti divorano lo zucchero del vino e lo trasformano donandogli profumi e sapori che l’uva non conosceva. E’ un vino giovane e fresco che sorprende sempre. Per conoscere “I Frati” facciamo un passo

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La nascita di un acino

La nascita di un acino

La vite, lo sappiamo, entra in riposo vegetativo durante la stagione fredda e riprende il suo ciclo vegetativo in primavera. Ecco i piccoli germogli della vite che si aprono al sole e svelano le loro tenere nuove foglioline. Dalla parte opposta alle foglie spunta quello che sarà il grappolo e che ora è solo un rachide con in cima decine di piccoli fiori ancora non sbocciati. La vite è una pianta ermafrodita sì, ma non solo: gli studi hanno confermato che i suoi fiori si riproducono per autoimpollinazione a corolla ancora chiusa. Al momento della fioritura, ovvero dell’apertura dei fiori, la fecondazione dell’ovario è già avvenuta;

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Temperature primaverili

Temperature primaverili

  Viene indicata in etichetta, è raccomandata dai produttori, dagli esperti, dalle ricette e da centinaia di articoli. E’ evidente che conta, eccome. E’ la temperatura a cui ogni vino dovrebbe essere servito e gustato.  Salvo casi molto speciali, è sempre compresa tra gli 8° e i 18°, come una giornata di primavera. Bella fredda al mattino e piacevolmente fresca nel tardo pomeriggio.  Incontrare un vino alla giusta temperatura gli permette di rivelarsi con maggiore intensità: ecco come scegliere quanto raffreddarlo prima di degustarlo. La chimica La temperatura influisce sul livello di agitazione delle molecole che compongono ogni elemento: liquido, solido

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100 sfumature di rosso

100 sfumature di rosso

In spagnolo vino rosso si dice vino tinto… ma tinto da cosa viene da dire? Tinto dal colore delle bucce ovviamente. Provare per credere, guarda il video. E proprio nel trattamento delle bucce – che insieme ai semini si chiamano vinaccioli -sta la prima differenza tra la vinificazione in bianco e quella in rosso. Il succo di uva viene subito separato dai vinaccioli per ottenere il vino bianco, mentre per il vino rosso il tutto viene lasciato integro per un certo periodo, a seconda del colore che si vuole ottenere. Più le bucce rimangono nel mosto, più rosso sarà il vino. Il rosè si ottiene lasciando le bucce di

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Dalla bottiglia alla lingua

Dalla bottiglia alla lingua

Il primo appuntamento con un vino sconosciuto e da scoprire merita attenzioni speciali: l’intensità della degustazione è funzione anche del calice in cui si serve, oltre che della sua temperatura. Di seguito i criteri (non le regole) per la scelta del bicchiere più adatto a servire un vino.    Il profumo Ogni profumo, anche quello del vino, si muove secondo il classico moto browniano: disordinato, inarrestabile e imprevedibile. Quando la bottiglia è chiusa le molecole profumate sono praticamente immobili (o meglio: hanno già invaso tutto lo spazio disponibile tra il liquido e il tappo e quindi sono come intrappolate), ma appena il vino viene stappato

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