La nascita di un acino

La nascita di un acino

La nascita di un acino

La vite, lo sappiamo, entra in riposo vegetativo durante la stagione fredda e riprende il suo ciclo vegetativo in primavera.

Ecco i piccoli germogli della vite che si aprono al sole e svelano le loro tenere nuove foglioline. Dalla parte opposta alle foglie spunta quello che sarà il grappolo e che ora è solo un rachide con in cima decine di piccoli fiori ancora non sbocciati.

La vite è una pianta ermafrodita sì, ma non solo: gli studi hanno confermato che i suoi fiori si riproducono per autoimpollinazione a corolla ancora chiusa. Al momento della fioritura, ovvero dell’apertura dei fiori, la fecondazione dell’ovario è già avvenuta; ciò che osserviamo esternamente altro non è che l’emissione delle antere “esauste” al termine del loro processo riproduttivo.

L’embrione cresce nell’ovario che diventa una bacca: per un po’ rimarrà dura, verde, con basso contenuto zuccherino ed elevata acidità. In questa fase la vite si sta dedicando alla formazione e allo sviluppo dei vinaccioli, ossia dei semini che sono quasi sempre 4 in ogni acino.

Le temperature più calde e l’esposizione al sole favoriscono i processi di variazione di colore e di maturazione degli acini: la polpa si ammorbidisce, aumenta il tenore zuccherino e si riduce il livello di acidità.

Quando all’assaggio i sapori sono completi, i grappoli vengono raccolti a mano e portati in cantina per la vinificazione.

Un aspetto molto particolare della sovra-maturazione è il marciume, pessimo e sempre da evitare… tranne in un caso: la muffa nobile (o grigia) che rende incredibili alcuni vini!

 

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